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domenica 18 novembre 2018

Pina Turco

La lealt restituita

Data nascita: 1984, Torre del Greco (Italia)
occhiello
Sei l'unico essere umano che conosco...
dal film Il vizio della speranza (2018) Pina Turco Maria
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Pina Turco

L'attrice interpreta Maria nel film di Edoardo De Angelis. Dal 22 novembre al cinema.

Pina Turco, da Torre del Greco agli applausi di Tokyo: Miglior Attrice per Il vizio della speranza

venerd 2 novembre 2018 - Fabio Secchi Frau cinemanews

Pina Turco, da Torre del Greco agli applausi di Tokyo: Miglior Attrice per Il vizio della speranza Stefano Incerti ha visto in lei una colorata festa di comicit partenopea, oltre che una bellissima donna. per questo motivo che l'ha voluta come protagonista nel suo La parrucchiera. Pina Turco era gi approdata sul grande schermo qualche anno prima. Ma questo stato il suo primo film da protagonista. Lo ammette lei stessa, con molta spontaneit, parlando dei colleghi (Massimiliano Gallo e Cristina Donadio) che le sono stati accanto e d'aiuto durante questo esordio: "Da loro, ho tanto da imparare". E quando parla di recitazione spiega che il suo metodo quello di trovare un legame emotivo con il personaggio. "Sento che quella la strada giusta. Credo che l'interpretazione debba sempre essere leale. Allo spettatore bisogna restituire lealt". E in La parrucchiera quella lealt stata restituita in toto. Diventare Rosa, una ragazza dei quartieri spagnoli, che lavora come parrucchiera dipendente e che finalmente, dopo delle avances troppo pesanti del suo datore di lavoro, decide di aprire un salone tutto suo, stato facile. Una donna indipendente e autonoma, con momenti pi o meno fortunati alle spalle. Proprio come lei. Determinazione, concretezza, coraggio. Tutti requisiti fondamentali per un'attrice. VAI ALLA BIOGRAFIA COMPLETA

   

venerd 16 novembre 2018 - Credere nella vita oggi pi che mai un atto di fede. Ce lo ricorda il film di De Angelis, dal 22 novembre al cinema.

Il vizio della speranza, una fiaba (nera) sulla vita e sulla nativit

Claudia Catalli cinemanews

Il vizio della speranza, una fiaba (nera) sulla vita e sulla nativit Credere nella vita oggi pi che mai un atto di fede. Ce lo ricorda Il vizio della speranza che, dopo aver ritirato premi ai festival di Tokyo e Roma, esce finalmente in sala. interpretabile come una fiaba sulla vita e sulla nativit, questo quarto film firmato da Edoardo De Angelis, che pare voler tracciare un filo di continuit con la sua cinematografia precedente, continuando a raccontare gli ultimi senza distacco n sguardo giudicante, ma stando fedelmente dalla loro parte, inchiodato ai loro volti colmi di tormento e colorati di umanit. Pina Turco ha la grazia di Luisa Ranieri di Mozzarella Stories, il carattere tumultuoso di Simona Tabasco di Perez., la fame di riscatto e libert delle gemelle Marianna e Angela Fontana di Indivisibili. Maria insieme sintesi di un femminile contemporaneo e simbolo del femminile universale, colei che agisce, lotta, fugge e protegge, e ancora crede e spera malgrado tutto. Si ammala di speranza e prova a contagiare con essa un mondo che le si rivela di colpo ben pi malato di lei.

Del resto il nome della protagonista, interpretata con rara convinzione dalla brava Pina Turco, pare tutt'altro che casuale. Maria, colei che chiamata a dare la vita e farsi madre delle madri. Non lo sa, e inizialmente la vediamo intenta a traghettare ogni giorno anime in difficolt verso un destino infame prestabilito. Accompagna ragazze gravide che partoriranno bambini da vendere ai pi abbienti, fin quando non scoprir di essere lei stessa portatrice di vita.

Allora come un'altra Maria, divenuta leggendaria, anche lei dovr compiere un viaggio - dentro se stessa, innanzi tutto - per far venire alla luce il suo bambino. Dovr ribellarsi, superare paure e pregiudizi, allontanarsi dalla citt natale, girovagare, smarrirsi, chiedere l'aiuto di un "uomo buono", per poi approdare finalmente ad un alloggio di fortuna. E l, al freddo, scoprir di voler cedere con tutta se stessa al vizio che, scriveva Sciascia, l'umanit non riesce mai a togliersi: la speranza.

   

domenica 4 novembre 2018 - Giunge alla conclusione la 31 edizione del Festival di Tokyo. Tutti i premi.

Tokyo Film Festival sempre pi autonomo e innamorato del cinema italiano

Emanuele Sacchi cinemanews

Tokyo Film Festival sempre pi autonomo e innamorato del cinema italiano Si concluso sabato 3 novembre il Tokyo International Film Festival, sui passi tonitruanti di Godzilla nella sua ultima incarnazione "cosmica", l'anime Godzilla: The Planet Eater. Un'edizione, la 31esima, che ha attirato un pubblico di circa 62.000 unit e un totale di 155.000 persone contando i vari eventi associati alla manifestazione. Una crescita anche rispetto all'anno precedente, che testimonia come il TIFF si stia svincolando dal ruolo di veicolo del cinema occidentale in Estremo Oriente per incarnare un ruolo di manifestazione guida per il cinema asiatico, in alternativa e in parte in competizione con il festival coreano che si tiene a Busan. Per l'Italia stata un'edizione speciale, visto che la giuria presieduta dal regista filippino Brillante Mendoza ha conferito ben due premi a Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis, quelli per la migliore regia e migliore attrice (Pina Turco). Abbiamo scritto pi volte in questi giorni sul significato di questo film e sull'importanza del suo successo globale, tanto a Roma, dove si aggiudicato il premio del pubblico, che a Tokyo, dove ha entusiasmato i giurati. Il pubblico di Tokyo ha invece preferito Another World di Junji Sakamoto, toccante ritratto di amicizia e rimpianti in una cittadina di provincia. Sorprendente l'attribuzione del primo premio, il Tokyo Grand Prix del valore di 50 mila dollari: se lo aggiudica Amanda di Mikhal Hers, film francese transitato a Venezia nella sezione Orizzonti, che ha anche vinto il premio per la migliore sceneggiatura. il racconto dell'elaborazione di un lutto improvviso e inatteso, che colpisce in maniera devastante il fratello e la figlia piccola rimasta orfana, trasformando irreversibilmente le loro vite in una Parigi squassata dal dolore in seguito agli attacchi dei terroristi. Un mlo semplice e intenso, attento a non scegliere mai soluzioni eccessive. Protagonista il Vincent Lacoste gi apprezzato in Plaire, aimer et courir vite di Christophe Honor, in competizione quest'anno a Cannes, che per cede il passo a Jesper Christensen per il premio come miglior attore. Christensen, gi visto in Casino Royale, interpreta un anziano fattore rimasto vedovo in Before the Frost (For Frosten), uno spigoloso studio della vita agraria nella Danimarca rurale con il testardo protagonista insidiato da una coppia di ricchi e minacciosi possidenti svedesi. Una visione cruda e pessimista, guidata da una camera a mano che segue da vicino ogni mossa del personaggio di Christensen. Il film si aggiudica anche il Premio speciale della giuria, in sostanza il secondo premio per importanza dopo il Tokyo Grand Prix. Il cinema asiatico si consola con le sezioni dedicate in maniera esclusiva al continente, quali Asian Future, dove ha vinto come miglior film A First Farewell dell'esordiente Lina Wang e come Spirit of Asia Award il cinese Wushu Orphan di Huang Huang. La sezione tutta nipponica Japanese Cinema Splash ha invece visto primeggiare Katsumi Nojiri con il suo Lying To Mom. Chiss quale di questi titoli vedremo al prossimo Far East Film Festival di Udine. Intanto, sul sipario che cala, ancora un pensiero al caloroso apprezzamento ricevuto dal cinema italiano all'altro capo del mondo.

   

venerd 2 novembre 2018 - Pluripremiato al Tokyo Film Festival, un film che sa convincere.

Coerenza, maturit, tenacia: il vizio della speranza, l'Italia che piace all'estero

Claudia Catalli cinemanews

Coerenza, maturit, tenacia: il vizio della speranza, l'Italia che piace all'estero Ha appena vinto il primo premio come miglior regia al Tokyo International Film Festival, che ha riconosciuto come miglior interprete anche la sua protagonista Pina Turco. Una vittoria che consolida il premio del pubblico ricevuto di recente alla tredicesima edizione della Festa del cinema di Roma e che spazza via ogni dubbio: Il vizio della speranza un film che sa convincere. Prima ancora delle giurie, i selezionatori dei festival internazionali che, da Toronto a Londra, passando appunto per Tokyo, lo hanno fortemente voluto.
Prima riflessione, doverosa: non affatto comune, per un autore del '78 - e per un regista italiano che non si chiami Garrone o Sorrentino - ricevere tutta questa attenzione a livello internazionale. Se la forza di un regista sta nel rimanere coerente con la sua concezione di cinema, De Angelis ha dimostrato ampiamente non solo di avere un suo stile ormai maturo e riconoscibile, ma di voler insistere nel raccontare gli ultimi che non si arrendono al proprio destino - le gemelle di Indivisibili, come Maria di Il vizio della speranza.
Pina Turco dona a Maria un'aurea di grazia e maturit, rendendo profondamente credibile con il suo volto inquieto un personaggio borderline: al servizio di una malavitosa ingioiellata, la Caronte di un commercio illegale di bambini nella terra di nessuno. Dove dormire per sempre, come recita Cristina Donadio in una battuta memorabile, si configura come il sogno pi desiderabile. Immettendosi sulla scia dei grandi cineasti contemporanei - su tutti Alfonso Cuarn, che con il suo Roma ha scelto di raccontare le (dis)avventure quotidiane ed emotive della sua tata - De Angelis continua a firmare opere che non risentono delle mode del momento e non si fanno influenzare dalle tendenze. Sceglie generalmente attori lontani dal mainstream ma vicini alla verit delle storie che mette in scena (fatta eccezione per Luisa Ranieri e Luca Zingaretti, protagonisti rispettivamente di Mozzarella Stories e Perez., immessi tuttavia in contesti e situazioni decisamente lontani da quelli in cui siamo abituati a vederli muovere). Punta su volti di attrici magnetiche e poco conosciute, capaci di restituire tutta la forza vitale di personaggi mai facili, mai descrivibili in una riga, sempre profondamente stratificati a livello psicologico ed emotivo. Maria di Il vizio della speranza lo senz'altro: nata figlia di una madre sconfitta, di un sistema malato e di una societ che la confina all'ultimo gradino, una donna che prova a ribellarsi, alzare la testa, gridare al mondo la sua esistenza. Tra baracche fetide e pescherecci che sanno di stantio - c' film pi riuscito di quello che riesce a evocare gli odori? - si aggira con la grazia di chi realizza che un nuovo mondo (ancora) possibile. Un inno alla vita che diventa metaforico dentro una capanna, e universale per chi, insieme alla protagonista, da qualunque parte del mondo scelga di guardare con speranza l'orizzonte.

   

sabato 27 ottobre 2018 - Faccio film per regalarli a chi li guarda, ha dichiarato a MYmovies da Tokyo il regista Edoardo De Angelis sul risultato ottenuto a Roma. Al cinema dal 22 novembre.

Il Vizio della Speranza vince la 13^ Festa del Cinema di Roma

Emanuele Sacchi cinemanews

Il Vizio della Speranza vince la 13^ Festa del Cinema di Roma Il pubblico della Festa del Cinema di Roma ha scelto Il Vizio della Speranza di Edoardo De Angelis come Miglior Film tra la selezione di quest'anno.

Edoardo De Angelis. Che, come gi in Indivisibili, non teme di risultare retorico, pur di gridare il proprio disperato messaggio umanista. In Il vizio della speranza il regista rende Castel Volturno uno scenario apocalittico per coltivare l, dove e pi difficile farla crescere, la speranza di una nuova vita e di una nuova civilt. Simboli forti, dal percorso mariano ai cavalli selvaggi in riva al mare, per un pollittico a tinte fortissime sulla battaglia per la sopravvivenza del sacro, nella disperazione dello sfruttamento. Gli applausi di Roma, Tokyo e Montpellier, dove nel giro di una settimana il film stato presentato, raccontano molto sull'universalit di una nuova voce del cinema italiano.
Offrire un dono pu essere un gesto invadente ma scoprire che quel dono gradito rappresenta il premio pi importante. Faccio film per regalarli a chi li guarda. Edoardo De Angelis Nel cast Pina Turco, Massimiliano Rossi e Marina Confalone. Il film sar al cinema dal prossimo 22 novembre, distribuito da Medusa.

   

marted 23 ottobre 2018 - Il regista racconta con Pina Turco il suo nuovo lavoro, in Concorso alla Festa del Cinema di Roma e dal 22 novembre al cinema.

Edoardo De Angelis: Il vizio della speranza un film sulla riconciliazione

Paola Casella cinemanews

Edoardo De Angelis: Il vizio della speranza  un film sulla riconciliazione Lungo il fiume scorre il tempo di Maria, il cappuccio sulla testa e il passo risoluto. Un'esistenza trascorsa un giorno alla volta, senza sogni n desideri, a prendersi cura di sua madre e al servizio di una madame ingioiellata. Insieme al suo pitbull dagli occhi coraggiosi Maria traghetta sul fiume donne incinte, in quello che sembra un purgatorio senza fine. proprio a questa donna che la speranza un giorno torner a far visita, nella sua forma pi ancestrale e potente, miracolosa come la vita stessa. Perch restare umani da sempre la pi grande delle rivoluzioni. " difficile riconciliarsi con una parte di se stessi almeno quando lo separarsi, perch si presuppone una forma di accettazione di qualcosa che fallato. Per questo fallo siamo sempre noi. E questo fallo il punto di partenza di una trasformazione. Un cambiamento che non un colpo di spugna ma una trasformazione dove siamo noi che ci muoviamo da un punto all'altro". Edoardo De Angelis, regista Diretto da Edoardo De Angelis e presentato in Concorso alla Festa del Cinema di Roma, Il vizio della speranza sar al cinema dal prossimo 22 novembre. Nel cast, oltre a Pina Turco, interprete di Maria, troviamo anche Massimiliano Rossi,Marina Confalone,Cristina Donadio eOdette Gomis.

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