La vita è un miracolo

Film 2004 | Grottesco 155 min.

Titolo originaleZivot je cudo
Anno2004
GenereGrottesco
ProduzioneJugoslavia, Francia
Durata155 minuti
Regia diEmir Kusturica
AttoriSlavko Stimac, Natasa Solak, Vesna Trivalic, Vuk Kostic, Aleksandar Bercek .
Uscitavenerdì 4 marzo 2005
TagDa vedere 2004
MYmonetro 3,62 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Emir Kusturica. Un film Da vedere 2004 con Slavko Stimac, Natasa Solak, Vesna Trivalic, Vuk Kostic, Aleksandar Bercek. Titolo originale: Zivot je cudo. Genere Grottesco - Jugoslavia, Francia, 2004, durata 155 minuti. Uscita cinema venerdì 4 marzo 2005 - MYmonetro 3,62 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il nuovo Kusturica resta fedele a se stesso ma con una marcia in più: ha imparato a sperare senza vergognarsene. Bravo! In Italia al Box Office La vita è un miracolo ha incassato 753 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,62/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,68
CONSIGLIATO SÌ
Kusturica racconta la possibilità dell'amore tra diversi anche nel bel mezzo del caos più totale.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Bosnia 1992. Luka, ingegnere arrivato da Belgrado in un paesino di montagna con moglie soprano un po' nevrotica e figlio abile calciatore, vede la sua vita mutare rapidamente. Lui e' li' per costruire un tratto di linea ferroviaria ma la guerra scoppia, la moglie se ne va, il figlio viene fatto prigioniero e lui e' richiamato nell'esercito. Per di piu', quando gli viene affidata una giovane prigioniera musulmana se ne innamora. Kusturica e' tornato con tutto il suo bagaglio ipertrofico di immagini, uomini e soprattutto animali. Ma, e questa e' la novita', gli serve nella prima ora della sua nuova opera per tenerlo lontano dal centro del suo narrare: la possibilita' dell'amore tra diversi anche nel bel mezzo del caos piu' totale. Quasi ne avesse paura, rinvia l'appuntamento con i sentimenti e appesantisce il film di una zavorra di 'segni' che poi 'miracolosamente' si rarefanno per lasciare spazio all'umanita' (che e' sempre messa a confronto con il mondo animale). Non teme l'happy end il nuovo Kusturica. E' sempre se stesso (e forse per questo raccoglie meno applausi) ma ha un pregio in piu': sa sperare.

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Luka, ingegnere serbo di Belgrado, vive con la moglie Jadranka, cantante lirica, e il figlio Milos, dotato calciatore, in un villaggio ai confini con la Bosnia per costruire una linea ferroviaria. Nel 1992 comincia la guerra. Jadranka fugge con un musicista magiaro; Milos, soldato, è fatto prigioniero dai bosniaci; Luka ospita in casa la giovane musulmana Sabaha da usare come ostaggio da scambiare col figlio. I due s'innamorano. La situazione si complica quando scoppia la pace. Per il serbo Kusturica la vita è un miracolo perché l'amore non conosce frontiere geopolitiche. Come il solito, lo fa nei modi di un realismo magico: cerca di dare un senso alla realtà che racconta, ingigantendone le dimensioni più surreali e piegandole a simboli sotto le apparenze di un caos. Questo suo 8° lungometraggio può sembrare una favola utopica, un'epopea popolare, un poema barocco, una tragicommedia romantica. Talvolta senza soluzioni di continuità, si passa dal realistico all'onirico, dalla farsa al dramma, dal lirico al grottesco. Se ne esce presi da sazietà, ripetizione, troppo pieno, eccessi, difetti, squilibri che probabilmente risalgono alla sceneggiatura, scritta dal regista con Ranko Bozic. Ma esistono anche le virtù, le invenzioni fantastiche, alcune sequenze memorabili, l'uso della musica (Dajan Sparavalo, Kusturica) e dei suoni come parte integrante del racconto. Fotografia: Michel Amathien.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 8 luglio 2010
dario

Esiste uno stile Kusturica e non è affatto male. Ma rischia di essere una specie di tormentone, fatto di bizzarrie volute e di storie strampalate. Insomma, il sugo diventa stantio. Solita bella fotografia e interpretazione disinvolta. Regia svelta, eccessi lunari, in questo film, e troppo finti incantamenti.

sabato 17 luglio 2010
dario

Fra sogno e realtà Kusturica sceglie il sogno e ne spiega il motivo esaltando la vita, la vitalità, la creatività. Grande spettacolo visivo - posti splendidi e fotografati divinamente - e ritmo festoso, ironico, incantato pur nel disincantamento, imposto con enorme sensibilità scenica. Magnifico amore per la natura, per l'intelligenza del sentimento, per i valori semplici. [...] Vai alla recensione »

Frasi
Ce ne andremo via insieme.
Ma Luka... non abbiamo nessun posto dove andare.
Come no? Ce ne andremo in Australia.
E come?
Camminando sui binari.
Luka (Slavko Stimac)
dal film La vita è un miracolo - a cura di Mari
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Ne «La vita è un miracolo» di Emir Kusturica non manca nulla di quanto ha reso sempre affascinante il cinema del regista cinquantenne, vitalità, musica, stravaganza, sfrenatezza, fisicità, corruzione, paesaggi, ruralità, alcol, bellezza, comicità. Nulla di nuovo, ma sempre bello: l'autore riflette sul suo lavoro passato, ripercorre i suoi film sulla guerra, sul temperamento, sulla cultura dei Balcani, [...] Vai alla recensione »

Stefano Lusardi
Ciak

Prima di tutto facciamo l’appello. Ubriaconi molesti, trafficanti arroganti, antieroi rissosi e scalcagnati? Presenti. Cani volanti, gatti voraci, orsi curiosi, asini innamorati e altra fauna da arca di Noè danzante? Presenti! Retaggi felliniani, squarci lunari chagalliani, stile sbarellante e sovreccitato, musica gitano-balcanica da grancassa anarchica? Presenti! Insomma, La vita è un miracolo è un [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

La vita è un miracolo (Zivot Je Cudo) del cinquantenne Emir Kusturica non è una novità: anzi, il regista riflette sul suo lavoro passato, ripercorre i suoi film sulla guerra, sul temperamento, sulla cultura di Bosnia, trascurando la politica e concentrandosi sulle persone, sull'ironia della vita. Nel film-compendio un poco monotono, non manca nulla di quanto ha reso sempre affascinante il cinema del [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Siamo in Bosnia alla vigilia delle guerre balcaniche. Luka, un ingegnere di Belgrado, nato però lì, dove ha una moglie che canta e un figlio che fa parte di una squadra di calcio, ha avuto l’incarico di ripristinare la linea ferroviaria che unisce la Bosnia alla Serbia, però le cose precipitano, la moglie scappa con un altro, il figlio è chiamato alle armi e esplode presto tutto intorno la guerra guerreggia [...] Vai alla recensione »

Silvana Silvestri
Il Manifesto

La stazione e la linea ferroviaria di La vita è un miracolo l'ultimo film di Emir Kusturica non è a caso la principale location del film. Da lì, stazione di Golubici zona sperduta al centro del futuro conflitto, Bosnia del `92, un ferroviere filosofo trasferito lì da Belgrado si incarica di testimoniare una svolta epocale, riportandoci con aplomb slavo nel pieno di un conflitto del tutto fuori moda [...] Vai alla recensione »

Natalia Aspesi
La Repubblica

Cambiano le generazioni di cinefili, e anche gli adorati maestri, se non sono defunti, passano un po' di moda. Così neppure Emir Kusturica era atteso con l'ansiosa venerazione di un tempo: eppure tornava al Festival, con La vita è un miracolo in concorso, dopo nove anni, tanti e burrascosi. Nel 1995, l'anno in cui veniva firmato il trattato di pace per la Bosnia, al Festival aveva vinto la Palma [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Dopo sette anni di (quasi) silenzio, Emir Kusturica torna sugli schermi. Del suo modo di fare cinema non ha cambiato una virgola: scorci di vita corali frenetici e rumorosi, tra asini suicidi e partite di calcio, orsi delle nevi, fantasmi e cani nevrotici che si prendono per gatti. Bosnia 1992. In un villaggio al centro di niente, l'ingegnere serbo Luka sogna di costruire una linea ferroviaria.

Valerio Caprara
Il Mattino

Emir Kusturica, autore di un pugno di capolavori (da «Ti ricordi di Dolly Bell?» a «Underground»), sconta l'ossessiva fedeltà all'ispirazione e «La vita è un miracolo» sembra ormai una manieristica variazione sul tema: il candido vitalismo è disciolto nel caos narrativo, l'irridente negatività dei personaggi cerca riscontri bonari e assolutori, il ritmo si disperde nell'effettismo caricaturale e il [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Che Emir Kusturica, 50 anni, nato a Sarajevo, di origini serbe e religione musulmana, non ci tenga a apparire simpatico, almeno in certe occasioni pubbliche, è una vecchia storia. Certo però che l'incontro stampa per il suo ultimo La vita è un miracolo non ha facilitato le cose. Prima domanda: «perché non ha voluto incontrare la stampa dei paesi che erano la ex-Jugoslavia?».

Davide Turrini
Liberazione

L'avevamo lasciato in compagnia di cronache musicali da super8, prigioniero della pagina (pardon, schermo) bianco, intento a districarsi tra liti con Goran Bregovic e l'attesa di una nuova ispirazione. Così Emir Kusturica, 50 anni da Sarajevo, due palme d'oro in bacheca (gli altri che sono riusciti nell'impresa sono Francis Ford Coppola, Shoei Imamura e Bill August), si ripresenta al pubblico internaziona [...] Vai alla recensione »

Marco Giovannini
Panorama

Bosnia a tutto schermo, non c'è dubbio. Come dubbio non v'èche trattasi di parabola sulla storia recente - leggasi guerra: siamo nel 1992 - della tormentata polveriera balcanica. A sentirlo parlare, Emir Kusturica la butta sul classico e, facendosi ispirare da Peter Handke (che aveva trovato Undergroung un melange tra i Fratelli Marx e Shakespeare), racconta di Luka, l'ingegnere ferroviario di Belgrado [...] Vai alla recensione »

Bruno Fornara
Film TV

Brutte notizie, purtroppo. Kusturica si ripete, gira in tondo con gli eccessi, raschia il fondo del barile dei paradossi, gli manca il fiato delle invenzioni fantastiche. Ritorna dai compaesani, fa finta che sia la prima volta, si rimette a raccontare storie di guerra e baldoria, bravate e bevute, amori e sogni e uomini e animali e letti che volano.

Alberto Crespi
L'Unità

Attenzione allo slavo: quando scende in campo, è un vincente. Ha già conquistato due Mondiali (pardon, due Palme d'oro) e un paio di Coppe Uefa (Leoni d'argento veneziani assortiti). Emir Kusturica sa come si vince sulla Croisette. La metafora calcistica non è gratuita: Emir è un grande tifoso e nel suo nuovo film, La vita è un miracolo, il calcio ha un ruolo importante.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

È ufficiale: Kusturica non è più lui, il suo cinema indiavolato ha perduto scatto e necessità. I sospetti che pesavano su Underground sono diventati certezze con Gatto nero, gatto bianco , irresistibile quanto sinistro per la foga con cui nascondeva gli orrori della guerra sotto il tappeto della commedia balcanica. Ma il tono pirotecnico si fa autocaricatura (e propaganda) in La vita è un miracolo [...] Vai alla recensione »

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