Armadillo

Film 2010 | Documentario 100 min.

Anno2010
GenereDocumentario
ProduzioneDanimarca
Durata100 minuti
Regia diJanus Metz Pedersen
TagDa vedere 2010
Distribuzioneda definire
MYmonetro Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Janus Metz Pedersen. Un film Da vedere 2010 Genere Documentario - Danimarca, 2010, durata 100 minuti. distribuito da da definire. Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Sei mesi di vita con le truppe danesi in Afghanistan tra noia quotidiana e incredibili impennate di violenza battagliera Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, Al Box Office Usa Armadillo ha incassato 7,9 mila dollari .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
ASSOLUTAMENTE SÌ
Oltre ogni realismo un film non "di guerra" ma "in guerra".
Recensione di Gabriele Niola
sabato 22 maggio 2010
Recensione di Gabriele Niola
sabato 22 maggio 2010

Sei mesi con un contingente danese stanziato presso la base di Armadillo in Afghanistan. Giovani soldati che giocano ai videogiochi, si esercitano, provano azioni di guerra e vivono la tensione di un conflitto da venire fino a che, una mattina, la guerra scoppia anche per loro con una scaramuccia (la prima della loro vita) che li metterà alla prova.
Sembra incredibile ma bisogna credere al regista Janus Metz: Armadillo è un documentario. Sebbene i campi e controcampi delle scene di dialogo sembrino perfetti, sebbene la drammaturgia del racconto sembri studiata a tavolino e sebbene apparentemente il regista riesca a non perdere una battuta o una parola, siamo di fronte a un documentario.
La perfezione formale degna di un film di finzione però è solo una delle componenti che rendono il film incredibile nel suo realismo. Metz imbraccia la videocamera e va in guerra con i soldati che filma, tra le pallottole, nelle battaglie e sotto le bombe. Piazza delle microcamere sui caschi dei soldati per avere le loro soggettive e non disdegna di filmare i corpi dilaniati dalle esplosioni. Quello che alla fine ottiene da tutto questo è un documento così crudo e onesto da sembrare finto e porre allo spettatore un serio interrogativo su quanto la realtà delle cose si ispiri alla sua rappresentazione (vedi anche la sequenza che paragona, in maniera anche un po' trita e ingenua, le azioni militari ai videogiochi di guerra cui i soldati giocano nel tempo libero).
Lo spettatore di cinema smaliziato sa bene che a un film, anche se documentario, è sempre bene non credere ciecamente, poiché quantunque le immagini siano vere il montaggio, che a quelle immagini conferisce un senso, è sempre arbitrario. Infatti Armadillo, come i migliori film di finzione, è capace di restituire una serie di significati che vanno ben oltre ciò che viene ripreso e anche quando sembra che i soldati siano delle macchine da guerra senza sentimenti, capaci di ridere delle persone che uccidono, Metz è attento a cogliere le loro ragioni, la loro adrenalina, la loro paura e tutte quelle componenti che non si possono vedere ma che il linguaggio cinematografico può comunicare.

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