Morto tra una settimana (o ti ridiamo i soldi)

Film 2017 | Azione, Commedia, Drammatico +13 90 min.

Titolo originaleDead in a week: or your money back
Anno2017
GenereAzione, Commedia, Drammatico
ProduzioneGran Bretagna
Durata90 minuti
Regia diTom Edmunds
AttoriTom Wilkinson, Aneurin Barnard, Freya Mavor, Christopher Eccleston, Marion Bailey Velibor Topic, Nigel Lindsay, Gethin Anthony, Marcia Warren, Eileen Nicholas.
Uscitagiovedì 22 novembre 2018
TagDa vedere 2017
DistribuzioneEagle Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Tom Edmunds. Un film Da vedere 2017 con Tom Wilkinson, Aneurin Barnard, Freya Mavor, Christopher Eccleston, Marion Bailey. Cast completo Titolo originale: Dead in a week: or your money back. Genere Azione, Commedia, Drammatico - Gran Bretagna, 2017, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 22 novembre 2018 distribuito da Eagle Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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William, giovane scrittore insoddisfatto della sua vita, dopo aver tentato più volte di suicidarsi, decide di ingaggiare Leslie, killer professionista, per porre fine ai propri tormenti.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
ASSOLUTAMENTE SÌ
Scorretta, cinica, esilarante: l'opera prima di Tom Edmunds è una piccola e imprevedibile lezione di cinema.
Recensione di Claudia Catalli
venerdì 26 ottobre 2018
Recensione di Claudia Catalli
venerdì 26 ottobre 2018

William è un aspirante suicida seriale. Le prova tutte: lancio dal ponte, gas, impiccagione, avvelenamento con pillole, ma non riesce mai a porre fine alla sua vita. Teme di essere immortale, per scongiurarlo firma un contratto di morte non rescindibile con un killer esperto, Leslie, che avrà una settimana per ucciderlo nel modo da entrambi concordato. Peccato che in sette giorni molte cose possano cambiare e la vita di William, grazie a un incontro fortunato, sembra finalmente acquistare un senso.

È una piccola, inattesa, imprevedibile, e pertanto preziosa, lezione di cinema, l'opera prima di Tom Edmunds. Un esempio brillante e concreto di come si possa realizzare una vera black comedy, gustosa in ogni scena.

Lo stile è squisitamente british e si serve di due attori sensazionali (l'assassino esperto che non vuole andare in pensione Tom Wilkinson e lo scrittore immortale che non vede l'ora di morire Aneurin Barnard) per dare vita a un film anticonvenzionale, fresco e irriverente. Scorretto, cinico, esilarante, pronto a ironizzare su tutto (non solo sulla morte, ma anche su disabili, pensionati, sognatori, addirittura su Michael J. Fox), vanta una sceneggiatura originale e invidiabile dello stesso Edmunds.

Non c'è una battuta fuori posto e l'idea di fondere tra loro più generi (action, thriller, romantico) restando sempre nel tono della black comedy funziona. Fa sorridere anche il confronto speculare tra i due protagonisti: da una parte Leslie, assassino che si spaccia come "l'Angelo della Morte" e "Una clinica vivente dell'eutanasia" a cui in realtà serve disperatamente un ultimo omicidio per evitare la pensione, dall'altra un bagnino con il sogno frustrato di diventare scrittore che non vede l'ora di scomparire. Leslie, poi, si comporta come un onesto venditore-tipo qualsiasi, con tanto di brochure "La tua morte a modo tuo" e clausole del contratto di morte da leggere al cliente. Ha una moglie devota a casa (l'eccellente Marion Bailey) con cui si amano perdutamente da 36 anni.

Lei conosce il mestiere del marito, per distrarsi ricama cuscini. Il rapporto tra i due è delizioso, quasi quanto quello che Edmund inizia a costruire, per caso e suo malgrado, con la giovane editor anticonvenzionale che si appassiona per prima al suo manoscritto per aspiranti suicidi Le mie mille morti, che nessuno ha mai voluto pubblicargli (una coppia di "scoppiati" che ricorda quella della serie The End of the F***ing World).

Il ritmo comico è costante e ben congeniato, la satira è onnipresente e sfiora con intelligenza le più varie tematiche della contemporaneità, dal precariato dei giovani al mondo dell'editoria (e gli editori gigioni), fino alle difficoltà delle vecchie generazioni ad abbandonare le loro posizioni.

La commedia è farcita di punte di amarezza, puntualmente stemperate dall' umorismo ("Un altro scrittore mai pubblicato. È così che si perdono: pensano troppo"), in quello che si percepisce come un curioso e stravagante inno alla non omologazione. In apertura, non a caso, si nota tra i post-it scritti compulsivamente dal protagonista una citazione di Camus: "Nessuno capisce che la gente spreca troppa energia nel tentativo di essere normale".

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