The Silent Man

Film 2017 | Biografico, Drammatico, Storico +13 103 min.

Regia di Peter Landesman. Un film con Diane Lane, Kate Walsh, Liam Neeson, Maika Monroe, Marton Csokas, Ike Barinholtz. Cast completo Titolo originale: Mark Felt: The Man Who Brought Down the White House. Genere Biografico, Drammatico, Storico - USA, 2017, durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 12 aprile 2018 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,75 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Come un agente FBI divenne la fonte anonima per la coppia di giornalisti che fece esplodere il caso Watergate. In Italia al Box Office The Silent Man ha incassato 408 mila euro .

Passaggio in TV
mercoledì 12 dicembre 2018 ore 17,35 su SKYCINEMA1

The Silent Man è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
2,75/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 2,25
CONSIGLIATO SÌ
Liam Neeson presta la sua solennità a un personaggio che si vive come un vettore, una freccia scoccata verso una direzione da mantenere con inflessibile determinazione.
Recensione di Paola Casella
mercoledì 28 marzo 2018
Recensione di Paola Casella
mercoledì 28 marzo 2018

Washington, 1972. Mark Felt è il vicedirettore dell'FBI, presso cui presta servizio da trent'anni, quando il suo capo, il temibile J. Edgard Hoover, muore lasciando vacante la poltrona di direttore. A modo suo, Hoover era un architrave del sistema e la sua assenza scardina un sistema di potere, un'architettura istituzionale ben codificata. Tantopiù che Felt, delfino ed erede designato di Hoover, viene invece bypassato in favore di Pat Gray, legato a doppio filo con la Casa Bianca. Mancano circa duecento giorni alle elezioni presidenziali, il Repubblicano Richard Nixon si aspetta una riconferma e la sua campagna elettorale non risparmia i colpi bassi: fra questi, una pesante intrusione nella sede del Partito Democratico. È l'inizio dello scandalo Watergate e le indagini dell'FBI vengono chiaramente ostacolate dalla presidenza.

Felt, che ha sempre rivendicato l'autonomia della sua agenzia rispetto alle ingerenze della politica, non ci sta, e comincia una battaglia sotterranea, che non esclude le soffiate strategiche alla stampa.

The Silent Man racconta la vicenda dell'informatore del Washington Post definito come Gola Profonda, strumentale nel trascinare Nixon verso le dimissioni. Da uomo abituato a mantenere segreti, Felt non rivelò la sua identità fino al 2005 in un'intervista al Vanity Fair americano, e nonostante molti all'interno dell'FBI (e della Casa Bianca) conoscessero la sua storia, non fu mai rimosso dall'incarico perché era "l'uomo che sapeva troppo", e le sue eventuali rivelazioni avrebbero fatto crollare il gigantesco castello di informazioni tenute nascoste "per il bene pubblico".

La sua parabola, raccontata nell'autobiografia che Felt consegnò alle stampe nel 2006, è la base di The Silent Man, scritto e diretto da Peter Landesman, giornalista investigativo passato al cinema come sceneggiatore e poi regista: il che spiega il fatto che The Silent Man manchi in azione e abbondi in dialoghi. Ma anche la regia, che potrebbe sembrare televisiva (nell'accezione contemporanea di televisione di qualità), rivela aspetti interessanti ed è fortemente debitrice di un mentore: quel Ridley Scott che produce il film, e il cui punto di vista "filosofico" pervade l'intera narrazione visiva.

Liam Neeson presta la sua solennità a un personaggio che si vive come un vettore, una freccia scoccata verso una direzione da mantenere con inflessibile determinazione. Il suo Felt lascia il lavoro sporco ad altri meno idealisti e integerrimi di lui - primo fra tutti il "macellaio" Bill Sullivan - ma non disdegna le pressioni indebite e le trasgressioni in tema di diritti umani. Il contraltare di Felt, più che Sullivan, è Pat Gray, che in un'altra circostanza sarebbe stato interpretato (con il beneplacito di Ridley Scott) da Kevin Spacey, e invece qui ha il volto del clone di Spacey Marton Csokas. Il resto del cast è formato da volti noti in ruoli minori: Diane Lane nei panni della moglie di Felt, Tony Goldwyn, Josh Lucas, Tom Sizemore, Bruce Greenwood, e persino Eddie Marsan in un microscopico cammeo.
Il commento musicale di Daniel Pemberton sottolinea magistralmente i passaggi più sulfurei della vicenda, e la cinepresa di Landesman indugia (a volte troppo a lungo) sul volto imperscrutabile di Felt come sugli ambienti chiusi che Gola Profonda attraversa in silenzio, mentre la fotografia di Adam Kimmel si mantiene buia e opaca come la storia di segreti e bugie che racconta. Una vicenda che nel presente assume rilevanza perché pone la domanda su quanto sia lecito, in nome della difesa dello Stato, tenere il pubblico all'oscuro senza "chiedere il permesso di nessuno", esigere mani libere e non rispondere delle proprie azioni all'opinione pubblica e ai mass media. E ci ricorda anche che FBI e CIA restano "le costanti", al di là di chi si avvicenda nella Stanza Ovale.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 19 aprile 2018
samanta

Il film narra la storia di "gola profonda", cioé  la spia che passò ai giornalisti del The Washington Post i documenti sullo scandalo del Watergate, che alla fine portò alle dimissioni del Presidente Nixon. Chi trasmise i documenti era Mark Felt (Liam Neeson) come alla fine lo stesso ammise,  all'epoca vice direttore del F.

giovedì 19 aprile 2018
carloalberto

Peter Landesman, scrittore e giornalista investigativo americano, si confronta nuovamente con il tema del potere nel suo Paese, dopo i primi due film-inchiesta, Zona d'ombra del 2015 e Parkland, con il quale ha esordito alla regia nel 2013, per esplorare da una prospettiva diversa l’affare Watergate, già portato sugli schermi a quattro anni dai fatti, da Alan Pakula, con Tutti [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 aprile 2018
Michele Camero

 Mark Felt è stato il numero 2 dell’FBI, il vice del monumentale Hoover direttore della stessa ininterrottamente per 48 anni. Hoover muore improvvisamente a poco più di 200 giorni dalle elezioni presidenziali che vedranno la rielezione di Nixon. Non verrà premiato con quella successione che appariva scontata ai più, venendogli preferito un esterno.

domenica 30 settembre 2018
L''Imbecille

Decisamente un film pessimo, piatto come non mai, senza nessuna "sporgenza" che possa attirare l'attenzione dello spettatore. Un'ora e mezza di soli dialoghi, sempre gli stessi e nessuno di questi degno di rilievo. Anonimo, persino nei costumi e nella fotografia. Quel povero Liam che durante tutto il film va in giro sempre con un banale vestito nero con sempre la stessa cravatta. Vai alla recensione »

martedì 17 aprile 2018
Maramaldo

Sul volto afflitto di Liam Neeson stavolta leggete la fine di un mito. Fino a quando, nel 2005, the Silent Man decise di diventare loquace, noi tutti "sapevamo" che era stato l'eroico civismo di Woodward, Bernstein e The Washington Post a "tirar giù"  Tricky Dicky. Certezza che riposava anche su memorabili interpretazioni sullo schermo.

sabato 29 settembre 2018
Lindo

Normalmente le recensioni servono per far capire alle persone che vogliono vedere il film Se potrebbe far parte dei suoi gusti o meno, mi chiedo perché la maggior parte della Comunità che scrive su questo forum dice sempre le stesse cose cioè la trama.. quella la sappiamo tutti ma dire se vi è piaciuto o no.. .se è veloce O lento è troppo difficile?

giovedì 19 aprile 2018
THE MOON

Un film silenzioso attento che non ha dalla sua parte effetti speciali ma il watergate visto da un angolazione inedita e un protagonista di rilievo Mark felt mai raccontato veramente nello scandalo Nixon.Bisogna essere vigili e svegli poiché la trama non scivola facilmente,il rischio è quello di fare qualche pausa in più.

FOCUS
FOCUS
martedì 10 aprile 2018
Emanuele Sacchi

Nei corsi e ricorsi delle tendenze che attraversano la storia del cinema, il particolare periodo storico che stiamo vivendo sembra ricollegarsi, misteriosamente, a un filone tipico della New Hollywood anni '70: quello delle spy stories a sfondo politico, intrighi in cui il mistero si infittisce sempre più e rivela la trama di insospettabili architetture spionistiche. Forse in virtù di una presidenza statunitense inaccettabile per molti dei suoi cittadini più illustri, timorosi che l'America possa compiere irreversibili passi indietro, o per un riaprirsi delle tensioni tra Usa e Russia.

Cinematograficamente sono due i momenti cardine, attorno a cui ruota la gran parte delle vicende di complotti svelati messe in scena: in primis la morte di John F. Kennedy nel 1963, seguita dalla poco convincente indagine della commissione Warren, e quindi lo scandalo Watergate, che mette fine alla presidenza Nixon.

Entrambi i casi sono passati sotto la lente di ingrandimento di Peter Landesman, ex giornalista e ora regista, che adotta uno stile semplice ed efficace nel racconto per immagini di pagine oscure della storia degli Stati Uniti d'America. Per JFK si trattò di Parkland, del 2013, mentre al Watergate è dedicato The Silent Man, un thriller biografico dedicato alla figura di Mark Felt, il cosiddetto "Gola profonda", così soprannominato sulla scia del successo del celeberrimo porno con Linda Lovelace. La figura di Felt, informatore chiave dell'indagine del Washington Post, è sempre rimasta nell'ombra, nei racconti che hanno preceduto The Silent ManTutti gli uomini del Presidente di Alan J. Pakula, che ritraeva Felt come un utile strumento per permettere alle penne libere di Bob Woodward e Carl Bernstein di mettere in ginocchio l'odiato Nixon. Landesman restituisce invece a Felt il ruolo di primattore, eroico protagonista della vicenda Watergate, relegando i giornalisti a una fugace apparizione.

Ma per arrivare a Landesman e alla sua rivisitazione del canone, un breve excursus su alcuni capisaldi della spy story in versione politica.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 12 aprile 2018
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Probabilmente, a qualcuno, parlando di Gola profonda, verrà in mente il famoso film porno, del 1972, con Linda Lovelace. Siete completamente fuori strada. La «gola profonda» di The Silent Man è Mark Felt (interpretato da un bravissimo Liam Neeson, finalmente lontano dai soliti ruoli action degli ultimi anni), l'uomo che, nello stesso periodo, mentre Nixon stava per essere rieletto con il suo secondo [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 aprile 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Dopo i Pentagon Papers, il Watergate. Incomincia dove finisce "The Post" di Spielberg. Appena morto il "dittatore" Fbi Hoover, tocca al vice Felt ostacolare il nuovo direttore al delinquenziale servizio di Nixon & Co. per coprire modalità e mandanti dello spionaggio nelle stanze del Partito Democratico. Chi è Gola Profonda, l'informatore della stampa, è ormai noto (uscì allo scoperto a metà 2000). Vai alla recensione »

giovedì 12 aprile 2018
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

L'aria del tempo è densa di Watergate. Le vicissitudini legali della presidenza Trump e la sua vocazione tirannica, hanno riportato in auge il curvaceo, vetrato palazzo di Washington che diede il nome allo scandalo responsabile della fine della presidenza Nixon. Ogni giorno sui tg si anticipa la possibilità di un nuovo «Saturday Night Massacre» (la notte in cui Nixon decise di licenziare il procuratore [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 aprile 2018
Roberto Nepoti
La Repubblica

La storia vera dell'informatore del caso Watergate: Mark Felt, vicedirettore dell'FBI (alias "gola profonda"), che ammise il suo ruolo in un'intervista a Vanity Fair del 2005. Lo scandalo, culminato nelle dimissioni di Nixon, era già al centro di un film famoso, Tutti gli uomini del Presidente, con Redford e Hoffman nelle parti dei giornalisti che rivelarono la corruzione nella Casa Bianca.

NEWS
VIDEO RECENSIONE
lunedì 16 aprile 2018
 

Washington, 1972. Mancano 200 giorni alle elezioni presidenziali, Nixon si aspetta una riconferma e la sua campagna non risparmia colpi bassi. Mark Felt è vicedirettore dell'FBI e le sue indagini sono ostacolate dalla presidenza.

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