Estate 1993

Film 2017 | Drammatico +13 90 min.

Titolo originaleEstiu 1993
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneSpagna
Durata90 minuti
Regia diCarla Simon Pipó
AttoriDavid Verdaguer, Fermi Reixach, Bruna Cusí, Paula Blanco, Laia Artigas Quimet Pla, Jordi Figueras, Isabel Rocatti, Berta Pipó, Paula Robles, Tere Solà, Cristina Matas, Dolores Fortis, Etna Campillo, Montse Sanz (II), Josep Torrent, Titón Frauca.
Uscitagiovedì 5 luglio 2018
TagDa vedere 2017
DistribuzioneWanted
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,90 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Carla Simon Pipó. Un film Da vedere 2017 con David Verdaguer, Fermi Reixach, Bruna Cusí, Paula Blanco, Laia Artigas. Cast completo Titolo originale: Estiu 1993. Genere Drammatico - Spagna, 2017, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 5 luglio 2018 distribuito da Wanted. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,90 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Frida, una bambina di sei anni, affronta la prima estate con la sua nuova famiglia adottiva dopo che ha accidentalmente perso la madre. In Italia al Box Office Estate 1993 ha incassato 15,4 mila euro .

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Consigliato sì!
2,90/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,80
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un dramma enorme raccontato per piccolissimi momenti: così Carla Simòn trova la misura giusta per portare la sua infanzia sullo schermo.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 5 luglio 2018
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 5 luglio 2018

D'estate, in campagna, i giorni sembrano tutti uguali. Ma non l'estate del 1993, non per Frida. Già orfana di padre, all'età di sei anni, quell'estate, Frida perde anche la madre. Dicono per polmonite, ma è AIDS. Lo zio e sua moglie, che hanno già una bambina, la prendono con loro, ma cambiare casa, cambiare genitori, ritrovarsi con una sorella e con una tragedia del genere scritta in fronte non è una cosa semplice. Occorreranno tutti i giorni di quell'estate e tutti gli errori possibili per accettare quel che è stato e abbracciare quello che sarà.

Carla Simòn, classe 1986, racconta una parte della sua esperienza di vita, la prima estate con la sua nuova famiglia, facendo appello a ricordi e sensazioni. Il risultato ha un andamento episodico che è proprio tanto delle insorgenze della memoria quanto dei racconti di avventura.

E una parte di avventura c'è, non tanto e non solo nei pomeriggi nel bosco dietro casa, nella provincia catalana, quanto nell'avanzare quotidianamente della protagonista lungo un sentiero che non ha scelto e non conosce, che domanda grande coraggio, ad esempio quello di fare nuove amicizie, che a volte rivelano la loro fragilità in un istante (basta una sbucciatura al ginocchio, con un piccolo versamento di sangue, per far urlare le madri del paese e far scappare le coetanee).
Regista e interprete (è davvero straordinaria la piccola Laila Artigas, scovata al termine di un lungo lavoro di casting) riescono a dire tanto senza dire niente, a far accadere moltissimo senza che accada nulla. Quando il lungo silenzio di Frida viene interrotto da un capriccio, da un'idea (telefonare a casa, per non ottenere risposta, o offrire un pacchetto di sigarette alla statuetta della Madonna, per quando vedrà mamma, che senza fumare non sapeva stare) o da un atto di ribellione, per quanto piccolo sia l'atto in sé, fa un rumore grande.

Attorno a Frida, si muove, con delicatezza ma senza facili soluzioni, anche un piccolo mondo di adulti, scoperti nella loro impotenza e nelle loro preoccupazioni, che Carla Simòn ritrae con compassione, mentre offrono tutto ciò che possono, ovvero un approdo e una promessa di affetto, che però diventeranno reali solo quando Frida sarà in grado di riconoscerli e, col tempo, di farli propri.
/ L'aspetto più originale di Estate 1993 è, però, nella sproporzione tra la misura del dramma e quella del film: impossibilitata a raccontare un'elaborazione del lutto che era troppo piccola per vivere in maniera razionale, la regista catalana opta per un onesto e credibile racconto di piccole cose, e tale lo mantiene, senza escalation, finale compreso. Insieme al dolore, si scrive così, nel mentre, anche una storia di grande resilienza e di conquistata quotidianità.

Sei d'accordo con Marianna Cappi?
Il difficile percorso di una bimba rimasta sola.
a cura della redazione
mercoledì 1 febbraio 2017

Frida, una bambina di sei anni, affronta la prima estate con la sua nuova famiglia adottiva dopo che ha accidentalmente perso la madre. Un film di formazione sull'infanzia di una bambina che deve imparare a confrontarsi con un mondo nuovo e con il dolore della perdita.

ESTATE 1993
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- Sai perché ho tante bambole? Perché mi vogliono tutti bene.
Frida (Laia Artigas)
dal film Estate 1993 - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 8 luglio 2018
Gianluca Pisacane
Famiglia Cristiana

II dolore di una perdita, il coraggio di tornare alla vita. Frida è una bambina rimasta senza madre. L'unica famiglia che la può accogliere è quella degli zii, che abitano nella campagna catalana. Lei viveva a Barcellona, ed era felice. Estate 1993 inizia con i fuochi d'artificio, con la luce che illumina il volto di Frida prima di farla sprofondare nell'oscurità.

giovedì 5 luglio 2018
Roberto Nepoti
La Repubblica

Ispirato alle esperienze personali della regista, l'esordiente Carla Simon Pipò, un film acuto e delicato, dove un ritmo che qualcuno potrebbe trovare lento" è, invece, condizione essenziale dello sviluppo psicologico della storia. Orfana di entrambi i genitori, morti di Aids (il film vi allude a mezze labbra), la piccola Frida lascia Barcellona per la casa degli zii e della cuginetta Anna, che vivono [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 luglio 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Allineati agli occhi di una bambina. Colpita al cuore dalla morte dei genitori, a 6 anni Frida scompone e ricompone il mondo sollecitata dalle novità (la coppia di zii che la adotta), sconcertata, interessata e poi coinvolta proprio dai passaggi di una perdita incommensurabile. La campagna catalana, una nuova sorella più piccola, la percezione instabile di una famiglia diversa: più che pedinare, la [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 luglio 2018
Stefano Giani
Il Giornale

Frida, 6 anni, è orfana dei genitori morti di Aids e viene affidata agli zii. Nella nuova famiglia l'equilibrio è instabile e le emozioni incontrollate, la piccola è costretta a imparare a gestire psiche e reazioni ma pensa addirittura alla fuga. Dramma autobiografico della giovane regista spagnola, candidato senza esito agli ultimi Oscar per il film straniero, ha ottenuto il premio Goya, il David [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 luglio 2018
Beatrice Fiorentino
Il Manifesto

L'estate del 1993 che dà il titolo al film è quella in cui la piccola Frida si trasferisce a vivere in casa degli zii, nella campagna catalana poco fuori Barcellona, al riparo dal caos della città ma al tempo stesso lontano dagli amati nonni e da quella che era stata la sua prima dimora. La mamma è appena mancata, portata via da un virus (l'Aids mai menzionato) di cui in quegli anni ancora poco o niente [...] Vai alla recensione »

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