A Private War

Film 2018 | Drammatico, Biografico, Drammatico +13 110 min.

Titolo originaleA Private War
Anno2018
GenereDrammatico, Biografico, Drammatico
ProduzioneUSA
Durata110 minuti
Regia diMatthew Heineman
AttoriRosamund Pike, Jamie Dornan, Tom Hollander, Stanley Tucci, Greg Wise, Faye Marsay Nikki Amuka-Bird, Alexandra Moen, Corey Johnson, Amanda Drew, Raad Rawi, Hilton McRae, Jesuthasan Antonythasan, Pano Masti, Jérémie Laheurte, Fady Elsayed.
Uscitagiovedì 22 novembre 2018
DistribuzioneNotorious Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Matthew Heineman. Un film con Rosamund Pike, Jamie Dornan, Tom Hollander, Stanley Tucci, Greg Wise, Faye Marsay. Cast completo Titolo originale: A Private War. Genere Drammatico, Biografico, Drammatico - USA, 2018, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 22 novembre 2018 distribuito da Notorious Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Condividi

Aggiungi A Private War tra i tuoi film preferiti
Riceverai un avviso quando il film sarà disponibile nella tua città, disponibile in Streaming e Dvd oppure trasmesso in TV.




oppure

Tratto dalla vera storia della giornalista di guerra Marie Colvin, rimasta uccisa nel 2012 durante un attacco missilistico in Siria. Al Box Office Usa A Private War ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,1 milioni di dollari e 72 mila dollari nel primo weekend.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Il coraggio di Marie Colvin in un biopic che si interroga sul mestiere del reporter, sul senso ultimo di documentare la sofferenza.
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 26 ottobre 2018
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 26 ottobre 2018

Marie Colvin è stata reporter di guerra per il Sunday Times dal 1985 fino alla sua morte, a Homs, nel 2012. Bella e talentuosa, ha vinto numerosi premi, convinto Arafat a raccontarle la sua vita e Gheddafi a farsi intervistare ben due volte. In Sri Lanka aveva perso un occhio e guadagnato un coraggio da pirata. Era stata a Timor Est, in Cecenia, in Iraq, Afghanistan, Libia. Con il fotografo freelance Paul Conroy aveva stretto un sodalizio professionale che durò fino alla fine.

Ispirato all'articolo di Marie Brenner per Vanity Fair, A Private War è un prodotto classico su una donna che di tipico non aveva nulla e alla quale Rosamund Pike dà corpo con una performance quasi violenta, forse persino esagerata, ma che trasuda passione e ossessione: esattamente le forze che hanno spinto Marie Colvin a fare tutto quello che ha fatto.

Il regista americano Matthew Heineman aveva davanti due sfide: passare dal documentario al film di finzione, e lo ha fatto restando in un territorio in cui le immagini della realtà respirano continuamente sottotraccia e la documentazione è nella materia stessa del racconto, e, in secondo luogo, raccontare non uno ma diversi scenari di guerra, nei quali il suo paese, col suo esercito e la sua copertura mediatica, è stato drammaticamente coinvolto, per non dire corresponsabile.

Heineman decide di vedere la guerra come la vedeva Marie Colvin, vale a dire nei suoi effetti sui civili; effetti strazianti, su persone innocenti. E poiché di biopic si tratta, il film indaga anche gli effetti psicologici della guerra sulla stessa Colvin, vittima di una sindrome post traumatica che la obbligava a rivedere sempre lo stesso film dell'orrore, nutrendolo ad ogni conflitto di nuove e indelebili immagini, ma anche a dipendere da quel genere di adrenalina e da una consuetudine alla fuga, anche dalla felicità.

Il film però non mette soltanto la Colvin davanti allo specchio, ma interroga anche il suo mestiere, il senso ultimo di documentare la sofferenza. Pur non particolarmente ispirato in molti frangenti (non funzionano, per esempio, gli incubi troppo effettati e i passaggi di ambiente che sconfinano dal quotidiano all'orrorifico), su questo argomento A Private War si muove in maniera corretta, problematizzando l'atto di dissotterrare (letteralmente) il dolore per dovere di cronaca.

Il finale risponde infine tanto al personaggio che alla sua domanda esistenziale, nello stesso terribile modo. In Siria, la tragedia umana assume proporzioni e modalità mai conosciute prima: la Corbin testimonia con la vita, il mondo guarda dal televisore.

Sei d'accordo con Marianna Cappi?
Vai alla home di MYmovies.it
Home | Cinema | NETFLIX | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club  ver: au12.
Copyright© 2000 - 2018 MYmovies.it® - Mo-Net s.r.l. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale. P.IVA: 05056400483
Licenza Siae n. 2792/I/2742 - Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Accedi | Registrati