Tre volti

Film 2018 | Drammatico 102 min.

Regia di Jafar Panahi. Un film Da vedere 2018 con Jafar Panahi, Behnaz Jafari, Marziyeh Rezaei, Maedeh Erteghaei, Narges Delaram. Genere Drammatico - Iran, 2018, durata 102 minuti. Uscita cinema giovedì 29 novembre 2018 distribuito da Cinema. - MYmonetro 3,65 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Condividi

Aggiungi Tre volti tra i tuoi film preferiti
Riceverai un avviso quando il film sarà disponibile nella tua città, disponibile in Streaming e Dvd oppure trasmesso in TV.




oppure

Quando riceve il video di una giovane che implora il suo aiuto, la famosa attrice Behnaz Jafari abbandona il set e insieme Jafar Panahi si mette in viaggio per raggiungere la ragazza. Il film è stato premiato al Festival di Cannes,

Consigliato assolutamente sì!
3,65/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,80
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Opera illegale, il film è una formidabile cassa di risonanza politica, una piazza itinerante ma soprattutto un viaggio introspettivo.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 13 maggio 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 13 maggio 2018

Una celebre attrice iraniana riceve il video delirante di una ragazza che implora il suo aiuto per fuggire un destino che non è il suo. Marziyeh sogna di fare l'attrice ad ogni costo, anche a quello di suicidarsi. Allevata in un villaggio di montagna e nel rispetto delle tradizioni, la ragazza è allieva del conservatorio a Teheran ma un fratello autoritario e aggressivo la costringe a una vita rispettosa delle regole. Almeno fino a quando l'attrice prediletta non si mette in viaggio per raggiungerla e stabilire la verità sulla natura reale o simulata del suo suicidio.

Impedito a uscire dal suo Paese e condannato a non esercitare più la sua professione, Jafar Panahi si guadagna la vita come 'conducente'. A bordo di un taxi (Taxi Teheran) o di un 4x4 (Three Faces) continua la sua riflessione nomade sulla società iraniana e in barba alla censura.

Three Faces si presenta allora come una nuova variazione sul confinamento dell'autore, che lascia la città e si spinge più lontano, sulle montagne del Nord-Ovest iraniano. Il cinema di Panahi prende aria e avanza irriducibile incrociando personaggi che compongono un campione rappresentativo di una società. Uomini e donne, contadini e commercianti, formali e informali, conservatori e contestatari, ciascun passante propone la sua drammaturgia, comica, tragica, pittoresca davanti al suo fuoristrada. Un fuoristrada che 'gira' senza permesso, un set montato su quattro ruote, il veicolo di un indomito. Opera illegale, Three Faces è una formidabile cassa di risonanza politica, una piazza itinerante ma soprattutto un viaggio introspettivo. Sotto una sarabanda di incontri sovente divertenti, qualche altra sconcertanti o poetici, il film è un autoritratto dell'artista al volante.

Rivelatrice in questo senso è la forma, frammenti di realtà rubati dalla camera nascosta si alternano a scene di finzione. Alla maniera di Taxi Teheran, Three Faces si muove lungo i confini, occupando uno spazio confuso in cui ogni passeggero o pellegrino interpreta il proprio ruolo. Ma attraverso ciascuno di loro, è il suo posto da regista, testimone e creatore che Panahi mette in discussione. Al suo fianco Behnaz Jafari impersona se stessa, confrontandosi con la superstizione persistente dentro una società monoteista intransigente e con l'inferiorità giuridica della donna nel diritto iraniano.

Marchio depositato del cinema iraniano, la macchina condotta da Panahi è un'invenzione (concettuale) di Abbas Kiarostami, è lui che eleva il veicolo al grado di ipostasi filosofica del cinema. Onnipresente nella sua opera (Il sapore della ciliegia, Dieci), l'automobile diventa per Panahi uno stratagemma per aggirare la censura e omaggiare insieme Kiarostami. Sempre più piccola la sua camera è dissimulata da un pacchetto di sigarette appoggiate sulla 'plancia' di bordo, da cui gira un cinema ribelle, sottile e mai ingiurioso. Prigioniero nel limbo dell'interdizione, Jafar Panahi confeziona film di interni (Ceci n'est pas un film) o di interni-esterni, dove lui stesso e la sua condizione di autore avversato diventano materia centrale del suo cinema.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
VIDEO RECENSIONE
FOCUS
FOCUS
martedì 30 ottobre 2018
Giancarlo Zappoli

Per chi ama veramente il cinema vedere l'ultimo film di Jafar Panahi Tre volti premiato al Festival di Cannes per la sceneggiatura è un'occasione da non perdere. Il motivo è al contempo semplice e complesso: la progressiva sparizione del cinema iraniano dai nostri schermi. A cavallo tra la seconda metà degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta imparammo a conoscere un cinema che era al contempo simile e diverso dal nostro. Simile perché ci ricordava gli stilemi del neorealismo e diverso perché portava sullo schermo una realtà di cui, dopo la rivoluzione khomeinista, sapevamo poco e quel poco era filtrato da preconcetti ideologici che portavano a schierarsi pro o contro.

In una società impostata su una rigida censura in quei film gli autori facevano filtrare il loro pensiero attraverso i ruoli dei bambini ai quali, anche sullo schermo, era concesso dire e fare cose che agli adulti erano proibite.

C'era poi il ritmo narrativo e di montaggio che a molti poteva apparire 'lento'. È rimasta nella memoria di chi era presente in Piazza Grande al Festival del Film di Locarno una serata davvero speciale dell'agosto 1994. L'allora direttore artistico Marco Müller propose alle 7000 persone che affollavano l'immensa sala all'aperto due film in successione. Il programma prevedeva in apertura Sotto gli ulivi di Abbas Kiarostami e a seguire Speed di Jan De Bont. Due modi di fare cinema totalmente differenti ma, al contempo, degni di nota. Chi apprezzava la 'lentezza' del cinema iraniano venne invitato ad apprezzare la 'velocità' di un film in cui si impediva narrativamente una sosta e viceversa.

Frasi
Non hanno sue notizie da tre giorni, vuol dire che è morta?
Se stessa (Behnaz Jafari)
dal film Tre volti - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 14 maggio 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

Molto atteso il film di Jafar Panahi, realizzato clandestinamente contro il divieto che gli è stato imposto dal regime di Teheran . È un apologo in linea con la lezione del maestro Kiarostami e del suo interrogarsi sul senso e i limiti della rappresentazione. Un video sul telefonino mostra una ragazzina che, disperata perché la famiglia l'ha data in sposa impedendole la carriera di attrice, e lamentando [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 maggio 2018
Stenio Solinas
Il Giornale

È una nazione piena di paradossi e/o contraddizioni l'Iran. Non è araba, la sua lingua è il farsi, ma nei paesi di montagna del nord ovest gli anziani parlano turco. L'età media della sua popolazione è sotto i trent'anni, c'è una buona scolarizzazione, la maggioranza degli studenti universitari è di sesso femminile, ma il ruolo e il peso delle donne è ininfluente rispetto a quello maschile.

domenica 13 maggio 2018
Deborah Young
The Hollywood Reporter

Traditional ideas about male virility and a woman's place in the home are challenged in Jafar Panahi's allusive think piece 3 Faces (Se Rokh). It is the fourth feature film he has made since being officially banned from directing films by the Iranian authorities. As deceptively simple as its title, which refers to three actresses of times past, present and to come, the no-budget 3 Faces is charming [...] Vai alla recensione »

domenica 13 maggio 2018
Tim Grierson
Screen Daily

A search for a missing girl leads to a small Iranian village - and sizable questions about the nation's patriarchal attitudes - in 3 Faces, a lovely, ineffably moving meditation from writer-director Jafar Panahi. Deceptively slight, like much of his recent work, this modest drama slowly segues from a low-key mystery to a casual survey of how women - especially actresses - have been demonised by their [...] Vai alla recensione »

domenica 13 maggio 2018
Jacques Mandelbaum
Le Monde

Quatre jours après son compatriote Asghar Farhadi, c'est au tour de l'Iranien Jafar Panahi d'entrer en lice. On ne saurait imaginer tandem plus disparate. Exilé de son pays, coqueluche du cinéma d'auteur grand public, Farhadi est passé maître dans l'art des récits bien ficelés et de l'inquiétude morale. Revers de la médaille - et cas fréquent de l'art cinématographique -, l'éloignement de la terre [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 9 novembre 2018
A cura della redazione

Una celebre attrice iraniana riceve il video di una ragazza che implora il suo aiuto per fuggire un destino che non è il suo. Marziyeh sogna di fare l'attrice ad ogni costo, anche a quello di suicidarsi.

CELEBRITIES
lunedì 5 novembre 2018
Fabio Secchi Frau

Quando Jafar Panahi l'ha scelta per il suo road movie Tre volti, sapeva di aver fatto la cosa giusta. Behnaz Jafari che cammina sul red carpet di Cannes non è solo il simbolo di un cinema che continua a vivere e svilupparsi dentro e fuori dai confini [...]

CELEBRITIES
venerdì 9 novembre 2018
Marzia Gandolfi

Invitato a Cannes, a Venezia o a Berlino, consacrato al Beaubourg e chiamato a Parigi, Jafar Panahi non può andare. Privato del suo passaporto, non può accompagnare le sue opere fuori dai confini dell'Iran.

TRAILER
martedì 23 ottobre 2018
 

Una celebre attrice iraniana riceve il video delirante di una ragazza che implora il suo aiuto per fuggire un destino che non è il suo. Marziyeh sogna di fare l'attrice ad ogni costo, anche a quello di suicidarsi.

POSTER
martedì 16 ottobre 2018
 

Una celebre attrice iraniana riceve il video delirante di una ragazza che implora il suo aiuto per fuggire un destino che non è il suo. Marziyeh sogna di fare l'attrice ad ogni costo, anche a quello di suicidarsi.

winner
miglior scenegg.ra
Festival di Cannes
2018
Marziyeh Rezaei nella parte di Se stessa
Vai alla home di MYmovies.it
Home | Cinema | NETFLIX | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club  ver: au12.
Copyright© 2000 - 2018 MYmovies.it® - Mo-Net s.r.l. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale. P.IVA: 05056400483
Licenza Siae n. 2792/I/2742 - Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Accedi | Registrati